11 modi per raggiungere qualsiasi obiettivo

Molti di noi sanno che le tecniche per il raggiungimento degli obiettivi sono molteplici, passando dal come fantasticare, la visualizzazione, l'impegno obiettivo, la procrastinazione, il lato oscuro della definizione degli obiettivi e molti altri…
Abbiamo tutti familiarità con i meccanismi di definizione degli obiettivi: dobbiamo essere specifici, porci obiettivi stimolanti, premiare i risultati, registrare i progressi e prendere impegni pubblici.
Allora come mai si stenta ancora a raggiungere i propri scopi? Questa ricerca psicologica suggerisce il perché e quale assetto mentale dovrebbe aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi.

1. Basta fantasticare

Il più grande nemico di ogni obiettivo è l'eccessiva fantasia positiva.
La fantasticazione positiva nella definizione degli obiettivi viene paradossalmente (e inconsapevolmente) associata al fallimento dell'obiettivo, come nell'ottenere un lavoro, trovare un partner, superare un esame… Coloro che hanno avuto fantasie meno positive e più realistiche, hanno ottenuto risultati più concreti e immediati.
La consapevolezza interiore di un'eccessiva distanza tra la realtà del contesto in cui si agisce e quella eccessivamente fantasiosa e positiva dell'immaginazione, arriva a boicottare inconsciamente e prima di poter archiviare un risultato concreto, ogni probabilità di successo.

2. Avviare l'impegno

Uno dei motivi per cui non vengono raggiunti gli obiettivi è la mancanza di impegno.
Una potente tecnica psicologica che permette di accrescere l'impegno personale è quella del contrasto mentale: In poche parole si tratta di creare una fantasia mentale positiva e successivamente, versarci sopra (mentalmente) un secchio di fredda realtà. E' impegnativo e difficile, ma la ricerca dimostra che produce risultati apprezzabili.

3. Inizia a iniziare

È possibile utilizzare l'effetto Zeigarnik per approciarsi verso l'obiettivo voluto.
Bluma Zeigarnik, uno psicologo russo, notò che i camerieri sembravano solo ricordare gli ordini che erano in procinto di servire.
Una volta completato il servizio al tavolo,esso sembrava svanire dalla loro memoria.
Quello che viene chiamato effetto Zeigarnik dunque insegna è una arma efficace per battere la procrastinazione è a partire immediatamente e da qualche parte… o da nessuna parte. Intraprendere il primo passo verso qualcosa potrebbe fare la differenza tra il fallimento e il successo. Una volta avviato, l'obiettivo da ottenere sarà più chiaro e saldo nella mente.

4. Visualizzare il processo e NON il risultato

Siamo tutti sensibili al fallimento della pianificazione, cioè al pensiero che tutto andrà liscio quando si è consapevoli che difficilmente sarà così.
Visualizzare il processo che permetterà di raggiungere l'obiettivo aiuta a concentrare l'attenzione sui passi necessari e da intraprendere.
Inoltre contribuisce a ridurre l'ansia.

5. Evitare l'effetto "ma-che-cavolo"

Quando si manca il proprio obiettivo, è facile ricadere nell'effetto "ma-che-cavolo", ben conosciuto dalle persone in dieta che sforano il fabbisogno calorico giornaliero e che, visto il mancato obiettivo, iniziano a mangiare qualsiasi cosa al di fuori del loro regime alimentare.
Obiettivi vulnerabili all'effetto citato sono generalmente a breve termine e inibizionali (quando si cerca di smettere di fare qualcosa).
L'effetto può essere evitato fissando obiettivi a lungo termine e acquisizionali.

6. Schivare la procrastinazione

Quando gli obiettivi sono difficili e ci si chiede se ne vale realmente la pena, la procrastinazione può insinuarsi dentro di noi con facilità.
In queste circostanze è la chiave per dimenticare l'obiettivo e seppellire ogni desiderio di raggiungere gli obiettivi.
Tenere "giù la testa" e utilizzare termini di auto-imposizione aiutano a evitare il fallimento.

7. Spostare l'attenzione

In ogni caso tenere "giù la testa" a lungo può contribuire a perdere la direzione e il focus sugli obiettivi.
Nel lungo termine, la chiave per raggiungere un obiettivo è il passaggio tra un focus sul fine ultimo e il compito che si sta completando. La ricerca suggerisce, nel valutare i progressi, soprattutto in compiti difficili, che è meglio rimanere concentrati sul singolo sotto-compito. Ma quando i compiti sono facili o viene approciata la fine, è meglio concentrarsi su l'obiettivo finale.

8. Rifiuta il comportamento robotico

Spesso il nostro comportamento è robotico. Facciamo le cose non perché le abbiamo realmente pensate, ma perché fanno parte di una abitudine o siamo inconsapevolmente la copia di altre persone. Questo tipo di comportamento può essere un nemico dell'impegno a raggiungere un obiettivo. Chiedetevi se quello che state facendo vi avvicina realmente alla vostra meta.

9. Dimenticare l'obiettivo, qual è lo scopo?

Gli obiettivi devono sempre essere al servizio dei nostri scopi generali, ma c'è un lato oscuro nella definizione degli obiettivi.
Quando gli obiettivi sono troppo specifici, è facile rimanere bloccati; quando sono troppo numerosi, senza particolare importanza, quelli facili tendono ad ottenere una priorità maggiore rispetto a quelli vitali e più difficili; quando sono troppo a breve termine, incoraggiano il pensiero a breve termine e così via.
Obiettivi mal-formati in definitiva possono ridurre la motivazione e aumentare il comportamento non etico.
Bisogna ricordarsi di tenere ben a mente lo scopo principale, in primo luogo.

10. Sapere quando fermarsi

A volte il problema non è iniziare, ma sapere quando fermarsi.
Gli psicologi hanno riscontrato che i costi "nascosti" ci fanno fare cose strane (Arkes & Blumer, 1985).
I "costi sommersi" si riferiscono ad uno sforzo o ad un costo in denaro che abbiamo già speso nel cercare di raggiungere il nostro obiettivo. Così, anche quando il nostro piano sta fallendo, continuiamo senza ragione a spingere.
La ricerca mostra che più le persone investono in un obiettivo, tanto più pensano che avrà successo, indipendentemente dal fatto che effettivamente avrà successo. 

11. I piani Se-Allora

Ciò che tutti questi studi dimostrano è l'importanza di autoregolamentazione per raggiungere un obiettivo. Purtroppo, come tutti sappiamo a nostre spese, il controllo di sé può essere molto difficile.
Una strategia approvata da abbondanti ricerche che permette di salvare ogni situazione è quella di gestire i propri piani in maniera condizionale Se-Allora (Gollwitzer et al., 2006). È sufficiente pianificare il lavoro in anticipo ponendo delle alternative sulle azioni da fare in situazioni particolari.

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